martedì, marzo 11, 2008

Lo spazio bianco


Ho da poco finito di leggere "Lo spazio bianco", Einaudi, il primo romanzo di Valeria Parrella, scrittrice napoletana rivelazione degli ultimi anni che prima di esso aveva pubblicato solo libri di racconti con la Minimum Fax e la Bompiani.
Mi aspettavo che prima o poi l'Einaudi l'avrebbe adocchiata: è un vero talento letterario, capace di esprimere in una maniera nuova eppure vecchissima una Napoli che è sempre la stessa, disadattata, disperata, ai margini, e che pure in quella disperazione trova la vita, pulsante, generosa, vera. Il suo è uno stile personalissimo, originale, da cui traspare in uno strano connubio sia l'amore per i classici (è laureata in lettere antiche) sia quello per una città che è dialetto, arte dell'arrangiarsi, illegalità, il tutto in una mescolanza dal sapore sconosciuto ma buono, in cui ogni parola è suono dell'anima.

Lo spazio bianco è la storia di un'attesa. L'attesa di una madre che partorisce sua figlia prematura, una figlia che "potrebbe morire subito, o sopravvivere con gravi handicap, oppure stare bene, lei lo sa?"
Quel "lei lo sa?" riecheggia per tutto il romanzo come un monito, come il filo a cui è sospesa ogni speranza, come una minaccia, come una domanda senza senso posta da un uomo, un medico, incapace di comprenderne tutto l'orrore e la profondità. Una domanda profonda fatta da una persona superficiale, e per questo lacerante, terribile, capace di uccidere o di vivificare.
E' vero che spesso una domanda e la risposta che ne consegue può essere discriminante di vita e di morte. E' vero che la vita è impermanente e basta un attimo perchè la più grande gioia, quella di una nascita, si trasformi nel più grande dei dolori.

Ma soprattutto è vero che dopo la drammatica rapidità dell'istante esiste un tempo diverso, dilatato e fermo: quello dell'attesa. "Io non sono buona ad aspettare,- dice Maria, la protagonista.- Non sento curiosità nel dubbio, nè fascino nella speranza. Aspettare senza sapere è stata la più grande incapacità della mia vita".

E' una grande tiranna l'attesa: illude, promette, o al contrario distrugge la speranza. Spesso riesce a fare entrambe le cose, sovrapponendo liberazione e condanna, fiducia e rassegnazione. E quasi sempre ci costringe a delegare una responsabilità che dovrebbe essere soltanto nostra, perchè crediamo di non avere i mezzi, perchè è difficile pensarsi liberi, perchè troppo spesso il dolore annienta e non illumina.

Ma questo libro è anche un riflettore puntato contro l'ipocrisia di chi "difende la vita a tutti i costi", e non sa nemmeno cosa significhi vivere; contro chi si aspetta che un "lei lo sa?" basti a placare il dolore dell'assurdo, dell'inspiegabile, del senza senso. Contro chi si accontenta di ritagliarsi un posticino in un angolo illudendosi che da quella visuale si possa vedere la vita per come è nel suo cuore pulsante.

Ed è ancora la voce di una Napoli clandestina, immigrata in sè stessa, un'isola di non-Italia nell'Italia; come se non esistesse altra normalità se non nel "fuori dalle righe", nella difficoltà, nel "tirare a campare" di ognuno dei personaggi, dal camionista grande e grosso che va alla scuola serale all'insegnante che ci lavora per necessità, per non affogare in quell'enorme spazio bianco in cui la sua vita è catapultata all'improvviso, "di quando in un momento, nella vita, sbuca una cosa inaspettata e piena e tua".

18 commenti:

Mimmo ha detto...

...da scoprire, sembra molto interessante! grazie per la dritta! ;)

Gala ha detto...

Valeria Parrella la conoscevo già, adoro i suoi racconti, sono meravigliosi. Non sapevo che avesse pubblicato un romanzo, appena sarò uscita dal gorgo di Caos Calmo lo leggerò sicuramente!!

zefirina ha detto...

l'ho già sentita non riesco a ricordarmi il perchè,grazie della segnalazione

Pino Amoruso ha detto...

Non conosco la scrittrice; grazie per la segnalazione...Spero di leggerlo presto...

Bruja ha detto...

Diciamo che ho letto questa recensione d'uun fiato...mi hai incuriosito...molto...soprattutto la parte che riguarda le attese...quello che ritengo un mio grande maestro, André Gide, ha scritto, secondo me, pagini memorabili su queste sensazioni...ma viste da un altro punto di vista...mi piace scoprirne altri...lo prenderò...:-)

pansy ha detto...

E' da leggere! Grazie per la dritta:D

Gianluca ha detto...

Ho letto da poco Il verdetto e l'ho trovato straordinario..me lo segno nella lista ;-)
ciao

freespiritman ha detto...

Ciao carissima Dani, scusa se sono stato un pò assente dal tuo blog, purtroppo questo è un periodo dai mille impegni,che mi tengono lontano dal pc. Ora stò riprendendo a leggervi un pò tutti, ma vedo che qui da te c'è tanto tanto da leggere, ti dovrò dedicare un pò di tempo in più. Dove posso trovare il tuo romanzo? Lo trovo nelle librerie a Cagliari o come?.
Un abbraccio
Free

daniela ha detto...

@ Mimmo: sì, lo consiglio spassionatamente, non si era capito? :-)

@ Gala: e brava lei che la conosceva già! Io invece Caos Calmo non l'ho letto, a questo punto ti chiedo di farci tu una recensione no? :-)

@ Zefirina: beh sta diventando famosa!

@ Pino Amoruso: prego, leggila presto!

@ Bruja: eh mia cara, letti i tuoi ultimi post noto un certo interesse verso il tema dell'attesa. Che poi è un concetto in assoluto degno di considerazione. Buona lettura allora!

@ Pansy: di nulla, grazie a te di aver letto!

@ Gianluca: pensa invece che "Il verdetto" è l'unico che mi manca... ma provvederò... :-)

@ Freespiritman: non ti preoccupare mio caro, sono un pò latitante anch'io, per via degli impegni.
Riguardo il libro, certo che lo puoi trovare a Cagliari! Hai visitato il mio sito? Lì è spiegato bene tutto! Se vai sulla pagina "romanzo" e poi su "dove acquistare" c'è un elenco dei vari modi per comprare il libro: puoi farlo online o nelle librerie della tua città. Per sapere quali sono quelle che lo vendono a Cagliari basta cliccare su "librerie d'Italia" e si apre una finestra sul sito della Sovera, la mia casa editrice, con la cartina d'Italia. Clicca sulla tua regione e... voilà... appare la lista! Più facile a farsi che a dirsi! Baci!

Franz ha detto...

dany.. ciau, come stai!?
mannaggià, son passato alla Cortina e non c'è, passo alla Feltrinelli in centro e nemmeno lì... ma se lo ordinassi online, posso pagare solo con carta di credito!?
E se ti facessi una ricarica postpay e tu me lo inviassi con tanto di dedica?! :D
Bacino, Fra.

daniela ha detto...

@ Franz: mannaggia, strano 'sto fatto che non lo trovi! Comunque certo che lo puoi prendere online, se vai sul mio sito c'è la possibilità di acquistarlo con paypal e di sicuro ti ci scrivo una bella dedica, già ho in mente qualcosa! :-)
Un bacio e grazie davvero!

sbriciolata ha detto...

Ciao, anche alla Feltrinelli di Via Appia, il tuo libro, non c'è, ma questa volta sono riuscita ad ordinarlo.

daniela ha detto...

@ Sbriciolata: non so che dirti, quando ci sono passata io c'era, forse l'hanno terminato. Comunque sono contenta che te l'abbiano fatto ordinare! Poi fammi sapere che ne pensi, tutte le recensioni saranno pubblicate sul sito! Ti ringrazio di averlo cercato così tanto. :-)

Sozino ha detto...

scusa l'assenza prolungata..un abbraccio!

Albachiara ha detto...

Penso che lo leggerò molto presto, dalla descrizione che hai fatto penso sia proprio un bel leggere.
Ciao e un abbraccio

Anonimo ha detto...

la primavera



la primavera

con calligrafia lieve

riscrive di verde

le bucce dell'inverno

daniela ha detto...

@ Franz: mio caro, scusa, avevo letto male; solo adesso mi accorgo che tu mi chiedevi postepay e non paypal. Dopo Pasqua se ci riesco cercherò di attivare anche questa opzione.
Un abbraccio!

@ Sozino: ma figurati, vieni quando vuoi! :-)

@ Albachiara: sì, è veramente un libro profondo e bello, leggendolo si capisce cosa significhi scrivere.

P.S. Alla tua domanda sul mio libro ho risposto nel post sottostante.

@ Anonimo: bentornato, cominciavano a mancarmi i tuoi versi delicati.
Mi fa paura la primavera: alla sua "calligrafia lieve" ho sempre preferito "le bucce dell'inverno"... E non ti dico quanto ho terrore dell'estate. Scriverai qualcosa per attenuare la mia paura? :-)

Mario ha detto...
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