
Quest'anno l'estate è arrivata prima del solito. Non per il clima nè per quella particolare atmosfera di vacanza che talvolta si comincia a respirare ad aprile/maggio e che è fatta di giornate assolate e di gelati alla frutta. Non per le macchine in coda verso il mare la domenica mattina e neanche per i vestiti che si fanno più leggeri. Ma nella mia testa tutto sa di estate, e non è un bel sapore.
Non perchè non mi piaccia l'estate. Quando ero una bambina l'adoravo, e l'inverno era solo un'unica lunga attesa che, come la donzelletta leopardiana, mi vivevo tutta chiusa in un piccolo cuore pieno di ferite e in una testolina pesante. Quando arrivava, poi, era solo delusione. Nulla di ciò che avevo immaginato accadeva veramente. Ma cosa immaginavo poi? Quello che volevo era ritornare nell'utero materno, al sicuro, protetta dalla vita e senza l'occhio del mondo a giudicarmi. Naturalmente non sapevo di desiderarlo; lo so oggi, a 31 anni, perchè forse in un cantuccio del mio animo lo desidero ancora. Talvolta lo desidero ancora.
Dov'è questo posto in cui nessuno ci vede? Dov'è questa vita che non ci appartiene e che ricerchiamo ogni giorno con gli occhi fissi sullo schermo di un cinema o tra le righe fitte di un bel libro? Perchè arriva sempre quel momento in cui vorremmo essere chiunque ma non noi stessi?
L'estate, dicevo. E' prepotente, porta tutto allo scoperto, svela segreti e scopre i corpi, li trasforma, li annerisce, parla di richiamo e di desiderio, non dà spazio al pudore nè alla discrezione. Io se penso all'estate vedo una grande finestra aperta da cui guardare tutto il mondo. E se penso all'autunno ho un sospiro di sollievo perchè so che quella finestra la posso socchiudere e da quello spiraglio guardare solo quello che voglio io.






25 commenti:
di anni, io, ne ho quasi trentasei, tre in più di quanti ne servano ad un medico per sapere se respiri bene o no ma, nell'utero, cerco sempre di ritornarci... (anche se mi accontenterei di...)
daniela, sai che mica so come ringraziarti per le emozioni che mi fai provare? provare per credere.
ti abbraccio
digito
Credo che quello di ritornare nell'utero materno sia il desiderio di ognuno di noi, al sicuro, protetti, senza alcuna preoccupazione..
Un abbraccio, a presto!
Io non ci ho mai pensato....sarà perchè l'estate (e non solo per il sole, il mare e le vacanze) mi piace da morire?
Certo che però avere un posto, a prescindere dalla stagione, dove potersi "nascondere", è un qualcosa che tanti, (forse tutti), vorrebbero; non so se l'utero materno o qualche altro posto...
Un abbraccio.... :-))))
Ciao Daniela, devo dire che la tua versione d'estate mi ha fatto pensare. È vero che l'estate è prepotente perché estrema così come lo è l'inverno altresì è vero che primavera ed autunno, stagioni di transizione, non sono dotate di queste caratteristiche ma lo spazio danno al nostro vivere ed essere credo che sia indipendente da tutto ciò. Credo che il pudore sia indipendente dal grado di vestizione della "persona". Impudico è, per me naturalmente, chi ostenta ed in tal senso ogni stagione ostenta qualcosa in modo lampante qualcosa: chi il candore, chi la fioritura, chi un caldo e un cicalio assordante e chi colori sgargianti e vivi. Per dirla con le tue bellissime parole: io se penso all'estate penso ad una finestra aparta da cui guardare tutto il mondo, se penso al'autunno penso alla stessa finestra dalla quale cerco di non vedere tutto il mondo che però immancabilmente è sempre li.
Gran bel post Daniela,
A presto,
Roberto
Io di anni ne ho molti di più, e quella sensazione di cui parli l'ho avuta molte volte, anche se devo dire che con il passare del tempo diventa sempre più lontana, meno reale e desiderabile.
L'estate ora per me è una stagione dove tutto è più forte, come più forte è il sole, una stagione in cui è possibile ritrovare un rapporto più facile con il corpo e la natura, una stagione che scaccia la voglia di nascondersi e mischia il sudore con l'eccitazione e l'aria densa dell'umidità nelle calde notti d'agosto...
Tutti, mia cara Daniela, desideriamo un cantuccio tutto nostro dove poterci rifugiare, magari chiudere gli occhi e vedere con la fantasia ciò che la vita di tutti giorni, spesso ci nega. Non è male questo, raccogliersi in se stessi, tlvolta ci aiuta. Anch'io, pur amando l'estate, soprattutto per il mare, mi sento attratto dal ritono dela stagione fredda, così come te, per ritrovare quel senso di intimità che mi fa stare bene.
Un abbraccio mia cara Dani, a presto
Free
Bellissima descrizione. Sono d'accordo con te, l'estate è sicuramente una porta verso un qualcosa di diverso . Io l'estate l'ho sempre apprezzata perchè mi consentiva grazie alle sue giornate più lunghe, un rapporto più forte con la natura. Sono sempre andato in spiagge naturiste dove la prima cosa che impari è a non guardare i corpi ma le persone. A volte penso che questo mi abbia cresciuto un po' con la convinzione che tanto noi qui, in qualsiasi corpo ci ritroviamo, siamo solo ospiti di passaggio. C'è qualcosa di più grande del nostro essere o apparire, si chiama natura ed ogni stagione ce la presenta in modo differente ;-)
Bel post e stupende anche le immagini che hai scelto per accompagnarlo... Immagini che trasmettono quella serenità che in realtà senti ancora lontana da quella che chiamano la "bella stagione".
Per me l'estate, da adolescente, significava il riscatto, non cercato, dei mesi invernali. D'estate ero semplicemente io, al naturale. Libera di ciò che mi appesantiva d'inverno, selvaggia e spontanea, ancorché timida.
Ora l'estate è spesso sinonimo di afa e umidità insopportabili... di zanzare fameliche in cerca del mio sangue...
Ma la sera no. Le sere d'estate sono ancora per me magiche... Quando le spiagge si svuotano, il sole tramonta e scende la notte.
La semplicità di sedersi in riva al mare, ascoltare la musica e guardare la luna e i suoi riflessi sull'acqua... Il piacere del contatto dei miei piedi e delle mie gambe con la sabbia fresca... e del mio corpo con gli abiti leggeri, smossi appena dalla brezza...
Daniela, amica mia, a fare la nostra vita sono le stagioni che viviamo dentro, può essere inverno anche con trenta gradi fuori.
Un bacio
..."l'estate prepotente, porta tutto allo scoperto, svela segreti e scopre i corpi, li trasforma, li annerisce, parla di richiamo e di desiderio, non dà spazio al pudore nè alla discrezione"... bellissima definizione dell'estate...e poi una finesta da cui guardare tutto il mondo... sei bravissima!!!Complimenti
;-)
...ciao Dani il libro niente!Forse è un problema delle poste nella mia zona (la corrispondenza tutta in ritardo)...
A presto ;-)
per me l'estate è liberazione, e con gli strati dei vestiti scrollo via anche qualche malinconia, in queswto mi aiuta la luce vivida e il calore dei raggi del sole, non mi aspetto mai niente e forse per questo mi premia sempre
...io invece sono arrabbiata perchè l'estate quest'anno è in ritardo sulla tabella di marcia...è la mia stagione preferita...vivendo sul mare poi è proprio il massimo...a parte la calca dei turisti che da un pò noia...
Buona settimana...:-)
Io amo l'estate, sarà che il mio compleanno si avvicina, sarà per il fatto che arriva il caldo (il freddo non mi piace) e sto meglio, sarà perchè si va in ferie e del lavoro non ne posso più..ma l'estate per me significa anche staccarmi da abitudini (aimè UN PO abituadinaria lo sono!) e da persone che fino a dopo l'estate non vedo. l'estate per me ha anche un qualcosa di nostalgico, mi porta indietro nel tempo, quando giocavo e correvo lungo il lungomare della Sardegna e mi sentivo libera! Si mi sentivo libera proprio come mi sento ancora oggi quando parto! E' strano stare in questo limbo tra "il dolore di staccarsi dalle abitudini e la leggerezza nel sentirsi liberi".
l'estate mi piace...sarà perchè le giornate si allungano e c'è più luce,c'è il sole e si fa una vita piu libera senza tanti orari... il pensiero di poter tornare nell'utero materno mi ha accompagnato per tanto tempo ...poi crescendo o forse diventando mamma si è allontanato!!!
io invece l'estate la chaimo con forza...eprchè le mie stoffe sono il lino e il cotone.
Anche se l'estate tendo a sveniri di più per il caldo, anche se mi brucio..anche se quest'anno ho paura di allegerrire i vestiti per scoprirmi troppo leggere nelle fattezze.
Io ho bisogno delle sere d'estate, quando a casa di mia nonna, nel prato a ridosso dei campi, ci sono le lucciole
Cara Dani...tu sai bene io e l'estate come viviamo in sintonia!!!
Ho letto i commenti per assaggiare "il sapore" degli altri...
Sono vicina a ciò che dice Angelo, e più il tempo passa più adoro l'estate! Rifiorisco, sento le forze, mi piace la vita, il cielo, le rondini, l'aria, la libertà, e il potersi togliere gli strati di vestiti da dosso, ...la pelle libera, all'aria! aaahhhhhh!!!!
sono IMPUDICA???
^__^
... tu lo sai!
...a parte le mie sensazioni, anzi, partendo da qui, mi piacerebbe donartene un po', per farti respirare insieme all'estate!
(senza utero materno, nè grotte, nè rifugi...)
Un bacio grande!
@ Digito ergo sum: mio caro, credo non sia solo un fatto di età... ci sono persone per cui il distacco è più difficile, sempre e comunque. Io sono una di quelle.
Per il resto, sono io a ringraziare te... le emozioni non si regalano, si scambiano. Perciò quello che tu prendi da me io prendo da te. Sempre.
@ Laura: non è solo un fatto di preoccupazioni... ritornare nell'utero materno è il desiderio soprattutto di coloro che nell'utero materno ci sono stati male. E come l'adolescenza perduta, è qualcosa che nessuno ti potrà restituire mai più.
@ Andrea: beato te, anch'io vorrei sapermi godere l'estate! Non sai quanto lo vorrei e quanto ci provo.
Comunque non è solo il desiderio di nascondersi, ma quello più forte di "non essere"... si supera, si supera ma a volte ritorna.
@ Roberto: mio caro, il pudore e l'impudenza sono due categorie mentali, di certo non hanno a che vedere in maniera oggettiva con le stagioni. Però, io nell'estate una certa prepotenza ce la sento sempre. La prepotenza di dover tenere la finestra aperta a tutti i costi.
@ Angelo: spero tanto che con il passare degli anni riesca anch'io a sentire questa "forza" di cui mi parli. Adesso la percepisco solo velatamente, perchè mi fa più paura che altro. E la voglia di nascondersi, anzi di "non essere" è molto forte, in agguato. Combatto, combatto molto.
@ Freespiritman: intimità, hai ragione. E' proprio quella la sensazione bella dell'autunno, un thè bollente nel calduccio della propria casa, un abbraccio confortante, un corpo lieve. Ma adesso è estate e bisogna saper vivere anch'essa. Ci provo tanto.
@ Chit: sai, il rapporto con la natura è una delle cose che più mi rimangono difficili. La mia condanna è l'essere troppo celebrale, aver paura di affidarmi al ritmo della vita e delle stagioni. Ma proprio perchè la sento come una cosa che in qualche modo mi autonego, la desidero tanto. E per questo mi attraggono ancora di più i campi verdi, il sole caldo e il mare azzurro. Come un cieco desidera vedere la luce.
@ Museum: davvero le immagini ti evocano serenità? Pensa che io le ho scelte invece perchè mi sembravano adattissime per l'angoscia che sto provando. Comunque, meglio così. Vuol dire che la mia angoscia non è poi tanto irrecuperabile.
Capisco bene la magia delle notti d'estate... la amo anch'io, e ho molti ricordi meravigliosi delle notti d'estate. Ricordi che si sono un po' persi negli ultimi anni, ma so che in fondo al cuore ancora sono vivi, se solo riesco a recuperarli.
@ Baol: caro Baoletto, certo che sì, tuttavia il nostro corpo muta come mutano le stagioni, va in letargo d'inverno e si risveglia a primavera, sboccia e appassisce e c'è che io non mi sento pronta a sbocciare. :-)
P.S. Il tuo libro è qui che aspetta.
@ Pino Amoruso: sono contenta che le mie parole ti abbiano evocato emozioni, e ti ringrazio di cuore per ciò che scrivi... ne ho bisogno! :-)
Per il libro, fammi sapere quando arriva. Non capisco perchè tanto ritardo. Aspettiamo ancora un altro pò e se ancora non sarà arrivato te ne spedirò un altro. Un abbraccio forte.
@ Zefirina: è vero, l'estate elimina le scorie e sa di Liberazione. Tuttavia per me è solo un retrogusto che ancora non ho saputo assaggiare. E riguardo al non aspettarsi nulla, non c'è miglior modo per ottenere qualcosa. :-)
@ Bruja: sei una strega estiva dunque! e come fai con il cappellaccio? Lo sostituisci con un berretto di paglia? :-)
@ Pansy: mia cara compagna di fede, non sai come capisco bene ciò che dici... dolore di staccarsi dalle abitudini e leggerezza di sentirsi liberi: oserei dire che è il Dissidio con la D maiuscola! Anch'io sono un'abitudinaria, e sono attaccata alle mie paure oltre che alle mie certezze, per questo è tanto difficile lasciarsi andare all'estate coraggiosa, libera, priva di argini... Quand'è il tuo compleanno?
@ Suysan: mi accorgo che questo desiderio ce l'abbiamo un po' tutti. Io non riesco a pensare all'eventualità di avere un figlio proprio per questo motivo, e cioè che mi sento ancora io figlia bisognosa e incapace di badare a sè stessa. Ma chissà, come dici tu poi forse le cose cambieranno e la Natura farà il suo corso.
@ Barbara: ti ci vedo in lino e cotone, anche se non ti ho mai visto. :-)
Anch'io ho bisogno delle sere d'estate e delle lucciole, il mio più grande dolore è proprio desiderarle tanto e non saper goderne poi, come un affamato che non ha i denti per mangiare. E non so perchè mi sento così.
@ Dandapit: cara Dani, so bene tu come vivi l'estate, e sai, in un certo qual modo non è che per me non sia così... solo che c'è qualcosa di forte, di profondo, di troppo grande, una paura che sa di passato, di buchi neri, di mostri non del tutto dimenticati, che mi impedisce di viverla come vorrei.
E ti ringrazio per il tuo desiderio di donarmi un pò di quello che mi manca, sicuramente mi arriverà e mi aiuterà a stare meglio, senza voglia di chiudermi in un buco nero fagocitante. Un forte abbraccio e spero di ribeccarti su msn quando non c'è nessun altro. :-)
Ciao Daniela...il libro è arrivato!!! Non mancherà il mio commento appena lo leggerò...
;-)
è molto bello quello che hai scritto, non fosse altro perchè le parole sono pregne davvero di sensazioni inafferrabili ed indescrivibili, come quelle appunto che ci si porta dietro da quando si è ragazzini e che ci accompagnano negli anni, sfumate ed inafferrabili come un déjà vu.. leggendole queste tue parole, mi tornano alla mente tante cose, forse le stesse identiche cose, quelle emozioni che ti fanno sentire l'estate in un semplice sapore, in un colore, in un profumo, come un richiamo irresistibile... solo che a quel richiamo irresistibile io non so sottrarmi, mi struggo e mi dispero, davanti all'immensità che si apre su quella finestra che tu vorresti socchiudere... a volte capita di sentire prepotente il desiderio di scavalcarla quella finestra, e tuffarsi nudi e stupefatti in quel blu-verde-giallo-arancione-rosso, come un'ultima estate di Klingsor.
Spero che questa sia l'estate che ti faccia cmabiare idea :)Bellisime anche le foto
Urca, anche qui c'è un sole non da poco...! Mi sa che l'estate è arrivata eccome!
Il 4 Luglio...in piena estate! ti abbraccio forte..
Cara Odelance,
mi scuso per questo silenzio, è stato un periodo davvero irrespirabile tra problemi in famiglia, difficoltà in uni e altre avvincenti ostacoli in campo affettivo.
Non mi sono dimenticato affatto del tuo libro, anzi, ho guardato quanto ho nella postpay, domani vado a ricaricarlo in posta e correrò qui a comprarlo online.
Mi scuso ancora per tutto questo silenzio, ti abbraccio forte, Fra.
@ Pino Amoruso: evviva! Sono contenta che sia arrivato e aspetto con ansia la tua critica. Ti abbraccio!
@ Giancarlo Guzzardi: ciao e benvenuto! Le tue parole sono molto belle ed evocative. Quel desiderio di cui parli, di scavalcare la finestra e tuffarsi tra i colori, è un po' il contrario di quello che purtroppo sento io... ma forse è anche la stessa cosa, che tu vivi come spinta e io come desiderio negato.
@ Popale: sai Pop, l'estate scorsa mi hai augurato di trovare l'amore... e l'ho trovato. Se questa estate veramente mi farà passare tutte le crisi che ho, ti giuro che ti offro la cena al Grand Hotel! :-)
@ Fabio letterario: non so, sembra essere arrivata poi d'improvviso scappa via...
@ Pansy: cercherò di ricordarmelo! :-) Un abbraccio a te
@ Franz: mio caro, non ti preoccupare, ognuno ha bisogno del suo silenzio ogni tanto. Per il libro, quando vuoi, è un immenso piacere che tu lo legga.
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