mercoledì, luglio 23, 2008

Danielina


Ognuno nella vita ha una condanna. C'è ad esempio chi soffre sempre per amore, chi ha problemi economici, chi non riesce a trovare buoni amici. Ci sono condanne e condanne, di vari livelli come i gironi danteschi.

La mia condanna, una delle più persistenti in verità, nacque quand'ero bambina, il primo giorno di scuola, durante l'appello. La maestra ci chiamava con nome e cognome, imparando a conoscerci un po'. A sei anni è normale venire apostrofati col diminutivo, tuttavia ricordo bene che gli altri bambini erano Giulia, Sonia, Marco, Stefano, Federica. Io ero Danielina.
Nulla di male, tuttavia. Ero la più bassa e la più magra della classe, una ranocchietta: il diminutivo ci stava tutto. Nonostante ciò, mi sentii fremere dentro, una punta di indignazione alla quale non davo ancora un nome.

Nei 5 anni successivi le cose non cambiarono molto, e arrivai alla soglia degli undici anni con questo marchio impresso a fuoco sulla pelle. Sì, perchè io soffrivo di quel diminutivo. Pur senza averne coscienza, sentivo che mi relegava nel novero di un'esistenza a metà.
"Danielina" portava con sè la mia più grande paura, e il mio più grande problema: nessuno mi notava, la mia presenza era tutto fuorchè ingombrante, il mio ruolo, al massimo del suo concesso, poteva essere solo quello di spalla. Non esistevo, al di fuori di me stessa non ero nulla. Ma la mia interiorità era un gigante, motivo di più per voler mostrarsi. Se fossi stata alla pari del mio corpicino, se quello mi fosse bastato, forse non avrei avuto tanto astio dentro. Ma io urlavo per uscire, e non potevo farlo, perchè ero sempre e soltanto Danielina.

Andai alle medie e la situazione peggiorò. Ebbi la sfortuna di trovare un professore di educazione tecnica bello, simpatico, intelligente e brillante, di cui mi innamorai all'istante; lui, che forse aveva percepito la mia adorazione per lui, la ricambiava, ma come un padre vuole bene alla propria figlioletta. Non era quello che volevo, ma lui non lo sapeva: mi prendeva in braccio, mi cullava, mi riempiva di baci paterni. Stessa cosa accadde col mio compagno di banco, per cui presi una cotta spaventosa: nessuno poteva vedere in me qualcosa di diverso dalla Danielina che sembravo.

Negli stessi anni ebbi la malaugurata idea di iscrivermi a un corso di danza classica: lì nessuno mi conosceva, non avevo un retaggio che mi pesasse sulle spalle. Potevo essere chiunque.
Ma una condanna è una condanna: sin dalla prima lezione, l'insegnante mi apostrofò con l'odiato diminutivo, a cui nessuno, e dico NESSUNO, osò ribellarsi, tantomeno io: la mia sofferenza me la portavo nelle viscere, dall'esterno non traspariva nulla.
Per la cronaca dopo dieci anni ritornai a iscrivermi lì, con la stessa insegnante: appena mi vide mi riconobbe subito, mi abbracciò, e mi chiamò Danielina. A 10 come a 20 anni non c'era alcuna differenza.

Anche l'estate, quando andavo in vacanza, il gruppo di amici nel quale cominciavo a integrarmi non ebbe molta fantasia. Non c'erano alternative? Nessuno mi chiamò mai in modo diverso. Quando poi capitava malauguratamente che ci fosse nel gruppo un'altra Daniela, non c'erano mai dubbi su chi fosse Daniela e chi Danielina. Cominciai a maledire i miei genitori per avermi affibbiato quel nome così facile ad essere stravolto. Ma la colpa non era la loro.

Arrivò il liceo e almeno lì i professori mi chiamavano per cognome. Altra cosa che odiavo, ma potevo lasciare spazio al dubbio. Mi cullai nell'illusione per qualche mese, fino a quando il prof. di storia, fighetto lampadato e rimorchione, nella sua urgenza di rendersi simpatico cominciò a chiamarci per nome. Vi risparmio il resto. Fui Danielina alle interrogazioni, a mensa, per la bidella e persino per i supplenti che rimanevano solo una settimana. Non avevo scampo, bastava che la gente mi guardasse perchè decretasse il mio epiteto.

La cosa più divertente era che la mia migliore amica di allora, che si chiamava Claudia, veniva chiamata Claudiona. Per chi legge questo blog da quando è nato, tengo a precisare che si tratta di colei che si è trombata per un anno l'uomo che amavo senza dirmi niente. Ora, ovviamente, non è più mia amica. Ma all'epoca il nostro connubio onomastico era una chiara espressione del nostro rapporto: Ona usurpava Ina e la sua vita, si ergeva sulle mie rovine, aveva intuito il mio problema e ne approfittava, aveva bisogno di una spalla per farsi protagonista e nulla era più adatto di un diminutivo per farlo.

All'università le cose migliorarono: l'ambiente era così impersonale che anche un diminutivo sembrava troppo confidenziale. Tuttavia in ogni occasione di relazione umana il problema si ripresentava. Cominciai a farmi delle domande: da cosa dipendeva?
Sono minuta fisicamente, senza dubbio. 1,60 x 45 chili (42 d'inverno) possono giustificare un'Ina, anche se conosco molte ragazze più bassine e più magroline di me. Ho la vocina da bimba, qualcuno mi disse. Poteva dipendere anche da questo. Tuttavia non ero del tutto convinta.

Proprio in quel periodo di riflessioni ci fu un episodio che confermò i miei dubbi: all'epoca ascoltavo sempre Radio Rock Italia, una propaggine di Radio Rock nata da non molti anni. Ero così fissata che conoscevo ormai tutte le dj e spesso scrivevo sms per richiedere la mia musica preferita. Ovviamente le dj non conoscevano me: non mi avevano mai visto nè avevano mai sentito la mia voce. L'unica cosa che potevano sapere di me si ricavava dagli sms, che firmavo rigorosamente DANIELA. Ma negli sms richiedevo solo canzoni.

Una volta richiesi una canzone di De Andrè, non ricordo quale. Al microfono c'era una certa Ottavia, me lo ricordo ancora. Lesse i messaggi come al suo solito e quando arrivò il mio turno mise la canzone richiesta. Finito il brano, disse il mio nome. Il nome che avevo scritto sul messaggio era ovviamente Daniela. Ma lei non mi chiamò Daniela. Sì, è quello che pensate: mi chiamò Danielina! DA-NI-E-LI-NA.

Fu in quel momento che capii: non si tratta di essere magrolini, o bassini, o avere l'espressione dimessa, dolce, remissiva. Non si tratta della voce squillante. Si tratta della mia essenza, quel quid di cui, amato o odiato che sia, non posso fare a meno, semplicemente perchè è parte di me. Io sarò Danielina fino alla morte, e magari anche l'incisore della mia lapide aggiungerà per sbaglio -ma io saprò che non è uno sbaglio- quelle due lettere in più. Ce l'ho nel DNA, lo dicono le mie impronte digitali. Sono Danielina, ora e per tutti i secoli dei secoli.

P.S. Questo post è nato da un commento di Baol. Non vi dico niente, andate a leggere personalmente. Qui.

P.P.S. On Air La Cura, Franco Battiato

52 commenti:

Roberto Miorelli ha detto...

Beh se la tua Essenza è un diminutivo è proprio bella perché sa di qualcosa di leggero, che come è noto, meglio si presta al volo!
A presto Daniel... :D

Roberto

PS: te lo dico dal Robertone che sono e fui ;)

pansy ha detto...

Io ho persino cambiato nome pur di non sentire più la stessa battuta ogni volta che mi dovevo presentare. Il mio nome di "prima" non può avere chissà che diminutivo, però già di suo,quando mi chiamavano cosi mi faceva sentire PICCOLA. E quando decisi di prendere in mano la mia vita, crescere e avanzare nella mia personalissima rivoluzione umana, bè, ho scelto di partire dal nome. Può sembrare superficiale o una sciocchezza per chi non è..semplicemente me. Però chissà perchè, ma il nome pare essere molto importante. Fortunatamente con il passare degli anni ho almeno imparato ad apprezzare il mio cognome. Detto cosi sembra che non apprezzi il mio nome "di allora" e invece non è cosi, però proprio non ne potevo più di sentire sia la battuta, sia di sentirmi tornare piccola. E' come se quel cambio nome mi avesse dato un identità nuova, migliore. Chissà se tu non fossi nata e vivessi in Italia, ma in un paese diverso, con grande probabilità non ti avrebberò mai attribuito quel -INA. :) Se invece è cosi, è perchè cosi dev'essere. Ed è li che inizia il mio dubbio, sulla mia scelta.

Baol ha detto...

Ecco, io avevo fatto addirittura di peggio, ti avevo chiamata Danielì! Diminutivo del diminutivo...
Guarda me, mi chiamo Domenico ed il mio diminutivo è Mimmo (che tutto sommato mi piace) :)

Però poteva andarti peggio, pensa se fossi stata maschio e ti chiamavi Pompeo....

Angie ha detto...

Hai perfettamente ragione..ogni tanto ho avuto gli stessi dubbi su di me..non inerenti al nome ma ad altri aspetti del mio carattere che vuoi o non vuoi gli altri percepiscono eccome...in fondo gli altri sono uno specchio..ed è bene guardarsi senza paura..e alla fine riconoscersi..
Un abbraccione!!!
;-D

pansy ha detto...

E comunque.. La Cura di Battiato.. prima la canzone di Morgan, ora Battiato, la prossima cosa sarà? Che scelte meravigliose delle canzoni che fai!!!!!! Davvero, ti ringrazio, è un piacere aprire la pagina del tuo blog, ogni volta. Grazie.

desaparecida ha detto...

sono passata di qua....così...gironzolando...mammamia il tuo post mi ha preso dentro!

Mi hai fatto ricordare tante cose,che nn riguardano il nome....ma riguardano me!

Solo una donna estremamente sensibile riesce con qsta delicatezza a toccare l'anima degli altri....
Bellissimo leggerti.
un abbraccio!

controcorrente ha detto...

la prima volta che entravo dentro il tuo blog.ho letto il post tutto di un fiato, inizialmente mi parve assai divertente ciò che scrivevi, nel modo con cui lo facevi, piano piano mi sono ricordata di una cosa che un carissimo Amico mi disse: "alle volte prediamo con leggerezza le cose, ma c'è gente che arriva a causa di determinate cose fino alla morte", la frase è un pò cambiata perchè detta in un altro contesto, ma sta di fatto che alcune cose, anche quelle che sembrano più banali possono ferirci senza che gli altri se ne accorgano. una abbraccio affettuoso dolce Da.
controcorrentex.splinder.com

daniela ha detto...

@ Roberto: mmm non credo che la mia essenza sia leggera, tutt'altro, ho le mie zavorre ma sto imparando a farne a meno quando parto in volo! :-)

@ Pansy: ma davvero hai cambiato nome? E come ti chiamavi prima? Se ti va scrivimelo in privato, mi hai fatto venire una curiosità! E quindi Viola l'hai scelto tu? Ma che meraviglia! Lo sai che in alcune tribù africane ci sono riti di passaggio che prevedono proprio il cambio del nome? E il senso è lo stesso che hai colto tu, abbandonare un'identità ormai superata quando si passa da un'età all'altra. :-)
Grazie per i complimenti sui miei gusti musicali, dopo la scrittura la musica è ciò senza la quale non potrei vivere...

@ Baol: Baoletto, mi spieghi cosa ti succede? Questa è la terza battuta di un certo target in meno di una settimana, ti fa questo effetto la noia? :-)

@ Angie: uno specchio, già... nel mio caso uno specchio che rimpicciolisce sempre! :-)
Scherzo, hai perfettamente ragione... tu però, continua a chiamarmi Daniela eh! :-)

@ Desaparecida: ciao e benvenuta, ora vengo anch'io a trovarti! Grazie per quello che mi scrivi, è davvero un piacere sentirsi definire così. A presto. :-)

daniela ha detto...

@ Controcorrente: ciao e benvenuta anche a te! sì è vero, perchè dietro le cose "banali" può esserci un mondo di dolore e tristezza. In ogni caso ormai mi sono abituata a quello che sono e ho imparato ad apprezzare anche la Danielina che è in me. :-)
Abbraccio ricambiato.

marco ha detto...

Come dici bene la cosa importante è imparare ad apprezzare non solo come ci chiamato gli altri ma anche come ci vedono (che poi l'una è la conseguenza dell'altra) però ti capisco, capisco la bimba e la ragazza che si arrabbiava e che ha imparato sulla propria pelle questa lezione. Grazie sempre x renderci partecipi di cose tanto intime!!

Baol ha detto...

No amica mia è che, semplicemente sono molto più complicato di quanto non sembri ;)

Anonimo ha detto...

La cosa più figa del post la sai qual'è? Quelle due righe di trivialità quando parli di Claudiona che si "trombava" l'uomo che amavi tu.......... in un racconto così ben scritto, spiccano proprio per la loro ... come dire....... potenza icastica?
:P

Io ti ho sempre immaginata come Dany.......... fatto male?

Lall(INA)
LadyM

:*

pansy ha detto...

E' più facile di quanto pensi-sul mio blog c'e persino scritto, comunque al massimo ne parliamo in privato in msn :) Comunque non sapevo che in alcune tribù africane esistesse questo rito. Chissà magari nella vita precedente ne facevo parte ed è rimasto dentro di me.. Comunque si, Viola l'ho scelto io. Pensandoci accuratamente. Non volevo stravolgere troppo, ma scegliere con consapevolezza e dandone significato preciso. Non ho fatto un passaggio in comune, perchè richiede una spesa che per ora non potrei permettermi. Sicuramente il mio nome di battesimo lo terrei, come secondo nome. un bacio.

Bruja ha detto...

...come ti capisco...:-)
hai tutta la mia comprensione...:-)
buon week-end!!!!

angelo ha detto...

In questo tuo post così dolce leggo appena appena sotto la superficie tutta la potenza ironica dell'Oskar di Gunther Grass. A parte l'episodio della tua amica Claudia, che fa parte degli incidenti che purtroppo capitano, non è significativo il diminutivo (vezzegiativo?) che ti affibbiavano, ma il leone dentro di te che ruggiva.

Poi, cosa vuoi, ai diminutivi non si sfugge: anche per evitarli ho chiamato Yuri mio figlio, ma per tutti i suoi amici lui è ancora più semplicemente "Yo" :-)

Fabioletterario ha detto...

Faccio bene io a non dare che soprannomi non attinenti al nome, ai miei alunni... :-)

Anonimo ha detto...

dove nessun futuro



nella geografia
delle parole
che nessuno esclude

come nel viaggio
che si racconta
e mai si vive

fare l'amore

davanti alla porta del segreto
bisbigliato nell'orecchio

dove nessun futuro
ha abbastanza fiato
per non morire

MusEum ha detto...

Per me sei sempre stata Dani... Danielina non mi è mai venuto in mente... Sarà forse perchè nei nostri scambi sono emerse sin dal primo momento la tua sensibilità e la tua capacità di penetrare a fondo nelle cose... Tutte qualità che ai miei occhi rendono grande una persona, a prescindere dal suo carattere e dal suo aspetto fisico.

E' vero. E' davvero dura prendere coscienza di come ci vedono gli altri. Soprattutto perchè spesso quest'immagine non coincide con quello che crediamo di essere o che vorremmo essere.

Ma la sfida forse sta proprio in questo: lottare ogni giorno per portare alla luce ciò che sentiamo dentro, nonostante l'immagine che di noi hanno gli altri. Immagine che, in fondo, spesso è il riflesso inconsapevole di un nostro senso di inadeguatezza.

Anonimo ha detto...

dove nessun futuro



nella geografia
delle parole
che nessuno esclude

come nel viaggio
che si racconta
e mai si vive

fare l'amore

davanti alla porta del segreto
bisbigliato nell'orecchio

dove nessun futuro
ha abbastanza fiato
per non morire

Albachiara ha detto...

Mi hai fatto venire in mente alcune cose che ogni tanto escono ancora fuori, per esempio: nella mia interiorità ero un gigante, bellissima frase!
E' sempre un piacere leggerti e la canzone poi non potevi fare scelta migliore.
Un abbraccio care e buone vacanze se le devi ancora fare.

Anonimo ha detto...

scusami Daniela, non so perchè,
ma il commento si è postato due volte.
misteri della rete :)
ciao

pOpale ha detto...

Non ci conoscamo di persona ma per me rimani Daniela ... forse anche perchè non sopporto i diminutivi... un bacione Danielina opsss ;)
Alessandrone

zefirina ha detto...

dovresti parlare con Valentina, (eheh io sono stata furba le ho messo un nome con l'ina già di suo!!) proprio l'altro sabato è andata ad una di quelle rimpatriate con i suoi compagni di classe che le hanno ricordato quanto era piccola: era piccola sia perchè io (madre degenere) l'ho mandata a 5 anni a scuola e in più ha un fisico minuto tipo il tuo (solo 3 cm in più di altezza) ancora oggi la prendono per più piccola

e poi l'abitudine di storpiare accorciare i nomi di battesimo
io ormai mi sono rassegnato sono patty
anzi per lorenzo nonnapatty (tuttattaccato)

ILARIA ha detto...

Credo che in quell'INA ci sia un tesoro. Tienilo stretto, è unico.

S.B. ha detto...

Non te la prendere Daniel-ONA ! :-D

chit ha detto...

Non penso sia importante molto come gli altri ti chiamino ma come uno si senta dentro e sono sicuro che lì, una persona come te, non ha niente di "piccolo", a cominciare dal CUORE! ;-)

Bruja ha detto...

Ciaop Daniela...ti lascio un saluto e un augurio di un buon w.e....:-)

MioCapitano ha detto...

Olà, Daniela, a me non è mai venuto di chiamarti con il diminutivo, mica mi devo preoccupare? :-)
Ecco le mie riflessioni. Ho letto con interesse questo tuo post che mi ha colpito. Ho fatto il tifo per te sperando in una tua protesta clamorosa che ti riabilitasse agli occhi del mondo (ma magari la tua protesta è venuta sul blog). Ho odiato la Claudiona che ti pugnalava alle spalle.
Forse hai solo un nome che si presta al diminutivo. In effetti sembri piuttosto esile di corporatura, ma mi hai sempre fatto l'impressione di quelle piccoline peperine. Se ti dà fastidio il diminutivo, dovresti segnalarlo, anche a brutto muso. Un abbraccio a te.

AndreA ha detto...

Ma si, alla fine non è mica poi così male no??

Diventi ancora più unica e speciale di quanto già lo sei... ;-)

Un abbraccio, buona giornata!! :-)

Silvia ha detto...

Non te la devi prendere per questo. Non devi pensare di essere tu che ispiri negli altri questo nomignolo: è colpa degli altri che sono tanto inclini a far gli sciocchi e a metterti in imbarazzo in maniera gratuita, solo per il gusto di farlo.

Da piccola una mia cugina mi chiamava "salvia", quindi figurati un po' l'idiozia umana a che punto può arrivare...

Ciao, ciao!! ;-))

Francesco Candeliere ha detto...

Ciao carissima Dany.Ti auguro buone vacanze.
A presto

desaparecida ha detto...

mia cara passo x un saluto... :)

Clelia ha detto...

Un vecchio detto popolare dice: "Nella botte piccola c'è il vino pregiato".
Hai mai provato a far notare agli altri che non ti piace questo diminutivo... certo meglio danielina che Danielona o Claudiona (la tua ex amica) che spero tu abbia relegao nel girone degli infami per l'eternità.

Clelia

sbriciolata ha detto...

posso capire e provare ad immaginare..vedo tra le tue righe quella che da sempre è l'ossessione di mio figlio, la sua continua e spossante lotta contro un inestetismo che solo lui vede e che lo frustra, perlomeno fisicamente...ma sono solo estetica e irascibilità, tra le tue righe emerge la persona che sei, tra i pensieri che fai..

LAURA ha detto...

Se ti può conosolare a me moltissimi mi chiamano Lauretta, ormai ci sono abituata...comunque anch'io sono sempre stata magrolina e non troppo alta...Ciao Danielina :)

Suysan ha detto...

forse a prescindere dall'aspetto fisico ci sono dei nomi che facilmente vengono storpiati...io sono stata chiamata in tutti i modi ma...nessuno mi ha mai chiamata Susanna

Pino Amoruso ha detto...

Cmq sempre meglio ...INA che ...ONA!!!
Io ti chiamerò Daniela...Sei un mostro per come scrivi (quindi Danielona) e lo si capisce soprattutto leggendo il tuo libro che consiglio a tutti gli amici blogger che ti leggono e ti seguono...

Un abbraccio ;)

Sozino ha detto...

non posso non essere totalmente daccordo con mia madre...nel mio piccolo - è proprio il caso di dire - posso capire...e condividere la maggiorparte delle tue righe.. buona giornata!

pansy ha detto...

Io stacco per un pò , vado in ferie e sono felicissima di andarci! :) Spero di ritrovarti al mio ritorno!

danDapit ha detto...

Cara omonomina, INA, mi stavo chiedendo se t'avessi mai chiamata "Danielina", e a dire il vero mi sembra di no, ma potrei far cilecca con la memoria!
Non mi sembra d'averti mai appellata in "ina" perchè a me dà abbastanza fastidio quando lo fanno con me, escluse le persone molto-molto intime (nel loro "ina" posso crogiolarmi, ma è solo una dimensione particolare!)...
Il post-racconto scorre nell'ironia della vita, come la tua abilità di scrittrice riesce a rendere sempre perfettamente, e fa sorridere pur trasmettendo vari aspetti...e Danielina però emerge, eh!!! ^__^

Un bacioneeeeeeee!

daniela ha detto...

@ Marco: gli altri ci vedono sempre molto diversamente rispetto all'idea che abbiamo di noi, credo debba servirci a prenderci meno sul serio... Pirandello docet! :-)
Grazie a te per le tue sempre belle parole.

@ Baol: mmm non ho capito... :-)

@ Lallina: eh eh solo la trivialità riesce bene ad esprimere certi concetti! Dani mi sta benissimo ma lo prefersico con la "I" anziche con la "Y". Chiedo troppo? :-)

@ Pansy: credo di aver capito come ti chiamavi, e se è quel che penso io non è affatto male, anche se a livelo evocativo non funziona... :-)

@ Bruja: anche tu Brujetta? :-)

@ Angelo: grazie per le cose che scrivi, come sempre. Molti mi dicono che riesco a combinare dolcezza e aggressività in una miscela direi... particolare... :-)
Sai cosa? E' il diminutivo in -ina che non va, Yo per Yuri invece mi piace molto perchè non sminuisce, al contrario dà un non so che di allegro e ben accetto.

@ Fabioletterario: ah sì? dimmene qualcuno no? :-)

@ Anonimo Poeta: "la geografia delle parole che nessuno esclude" mi piace molto. Però, vedi, non lo so mica se veramente non esclude nessuno. A volte penso invece che le parole contengano in sè la massima discriminazione, a saperle usare. E tu le sai usare. :-)

@ Museum: grazie per il Dani, innanzitutto. Sono molto felice che Danielina non ti sia mai venuto in mente. Forse perchè il blog ha il vantaggio di mettere a nudo le anime in una maniera che raramente si sperimenta dal vivo.
Condivido pienamente tutto quello che scrivi, in particolare l'ultima frase: è verissimo che l'immagine che diamo agli altri spesso è il riflesso di un nostro senso di inadeguatezza. E ti dico anche che se ho scritto questo post a cuor leggero forse è anche perchè mi sento molto meno inadeguata alla vita rispetto a prima. Un abbraccio forte.

@ Albachiara: grazie per quello che scrivi e per aver sentito vera quella frase che parla di me. Buone vacanze anche a te, io ci sono pienamente dentro e me le sto godendo alla grande!

@ Anonimo Poeta: nessun problema, avere un doppione di una tua poesia è un onore per me!

@ Popalone: grazie Ale, ma prima o poi la facciamo quella pizza? :-)

@ Zefirina: NonnaPatty mi piace molto, come dicevo prima ad Angelo è il diminutivo in -ina che mi turba, tutti gli altri invece mi piacciono anche! Per quel che riguarda Valentina, sarà pure minuta ma mi sembra che ha ereditato dalla mamma un caratterino vigoroso e leonesco... o no? :-)

@ Ilaria: grazie cara, in effetti ormai ho imparato anch'io a vederla così,e credo sia la cosa migliore che posso fare.

daniela ha detto...

@ S.B: Eh eh da quando ho scritto questo post tutti i miei amici non fanno che chiamarmi così! :-)

@ Chit: oh grazie mio caro! Mi scrivi cose bellissime a cui non so replicare se non con un forte abbraccio. :-)

@ Bruja: buon weekend a te, ché adesso ne arriva un altro! :-)

@ MioCapitano: grazie capitano, i tuoi commenti mi lusingano sempre. Adesso il diminutivo non mi infastidisce più, mi dava ai nervi sentirmi apostrofare così quando in effetti ero "Ina" per il fatto che non riuscivo a tirar fuori me stessa, e soffrivo. La sofferenza, almeno la mia, non urlava mai. Stava solo dentro a scavare pozzi profondissimi.
Peperino? Diciamo che ho un bel caratterino, ma sono bipolare.
La Claudiona ormai è carne per avvoltoi, dentro di me.
Un forte abbraccio a te.

@ Andrea: mmm grazie mio caro, in effetti se si prende la cosa da un altro lato è un bel modo per sentirsi speciali.. un abbraccio!

@ Silvia: oddio ma chi è che l'ha chiamata Salvia però? Ma i genitori non hanno pensato alle conseguenze di questa scelta? Mah.
Non so se ispiro io il diminutivo, in realtà credo che in quell'INA ci sia tanto di me, davvero. Ma non mi da più fastidio ormai. :-)

@ Francesco Candeliere: buone vacanze a te mio caro e a rileggerci presto!

daniela ha detto...

@ Desaparecida: ciao, un saluto a te!

@ Clelia: ciao e benvenuta, passerò da te al più presto! Claudiona è stata relegata nel girone degli indifferenti per l'eternità, il che volendo è anche peggio, credo.
Riguardo alla botte piccola, come non essere d'accordo con te? :-)

@ Sbriciolata: bentornata mia cara, se l'inestetismo di cui parli riguardo Sozino è la magrezza, no non è il mio stesso problema, al contrario io come tutte le donne sono semmai ossessionata dalla paura di mettere su qualche chilo di troppo, perciò sono ben contenta di essere minuta. Il problema è più vasto e investe una parte di me, timorosa e piena di paure, che ci ha messo tanto per "guarire" e ancora lotta ogni giorno per non sprofondare nell'inesistenza.
Chi non ne ha sofferto lo comprende difficilmente ma è stata la mia croce. Ora però ne parlo con leggerezza perchè il problema lo sento superato, anche se non ci si ferma mai. :-)

@ Laura: Lauretta è tenero, non mi dispiace. Pensa che io ti immaginavo alta e imponente, figurati un po'... :-)

@ Suysan: non credo sia per il nome, conosco un sacco di ragazze che si chiamano come me e che vengono chiamate semplicemente Daniela. Susanna è uno strano nome, è vero, viene da stravolgerlo facilmente, eppure integro è molto bello secondo me.

@ Pino Amoruso: grazie di cuore per quello che mi scrivi, le tue parole mi fanno un piacere che nemmeno immagini, e mai la parola "mostro" è stata più apprezzata, credimi. :-)

@ Sozino: da quel che vedo io, mio caro Sozino, sei magro ma di una magrezza molto bella... almeno per me che sono fan dei ragazzi magri.. perciò non ti rammaricare, davvero! Io adoro le ossa che si intravedono sotto la pelle, quando non è per una magrezza malata. Un abbraccio.

@ Pansy: ciao mia cara, ti auguro buonissime vacanze, scusa la mia latitanza ma sono in vacanza anche io, un abbraccio, divertiti e torna più in forma che mai!

@ Dandapit: mia cara Dani, è vero, tu non mi hai mai chiamato "ina", e te ne sono grata. Nemmeno io ho ami chiamato così te vero? Scusami se sono poco presente sul blog e sulle mail... tornerò. Ti abbraccio forte forte e spero tu stia bene, bene, bene! A presto Dani cara.

Sara ha detto...

Passavo di qua e in genere se è un blog che non conosco,sorvolo i post troppo lunghi...:-)
Ti ho letta divorando famelica le tue parole.
é vero,tutti hanno una condanna...ancora non ho capito qual è la mia..o forse si...
Sono Sara,principessa come significa il mio nome che sento proprio addosso..
E ha qualcosa a che vedere col titolo del mio blog,se deciderai di farci un salto..
:-)

danDapit ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
danDapit ha detto...

Pensavo di dirtelo per mail...
ma no! Te lo scrivo qui!!
Subito dopo aver letto e commentato il tuo post, sai cos'è accaduto? Sì, venerdì 8, la sera... Gianni dell'Oasi (sai di che parlo) esce da casa mia e mentre l'accompagno alla porta esordisce: "Ciao DanielONA!"
Io, quasi folgorata (la correlazione è stata immediata!), controbatto: "DanielONA???" con tono pofondamente interrogativo, e lui:
"Bè, sì, perchè sei grande!"

°__°

Che vorrà dir????
GRANDE d'animo e forza???
(mi auguro!)
;-DD

Anyway, io t'aspetto sul mio blog, anzi, lo sottolineo, visto che il post ora è un altro!! ^_^

(errata corrige completata!!)

Cilions ha detto...

Piacere... Franceschino:)

Dressel1 ha detto...

beh...io odio i diminutivi e amo i soprannomi. purtoppo sono per tutti "giù"

digito ergo sum ha detto...

ascolta: mi chiamo germano. ho passato l'infanzia a cercare di evitare le inevitabili rime... (che non riporto per ovvii motivi di decenza). mi fossi chiamato daniele e mi avessero chiamato danielino, massai chissene...? ;-)

un abbracciONE

gabry ha detto...

io ho il problema esattamente opposto. alta 1,73, 41 di piede,con le spalle larghe e un fisico mediterraneo per molti è impossibile che scaturisca un senso di protezione nei miei confronti. nessuno mi ha mai chiamato gabriellina, MAI. e forse proprio per questo quando mi dicono "piccola" o usano con me vezzeggiativi, io mi entusiasmo :)

katika ha detto...

il mio vero nome è caterina. per sua natura non ispira diminutivi o vezzeggiativi, contenendo già "ina". però questo non mi ha risparmiato nomignoli di verio genere. nel tempo si sono succeduti o accavallati: cati, catichina, quatarilla (abbreviato: quatar), cateronza, catarina, catarilla, kateriniki. dipende dalla fantasia e dall'umore altrui, ma tutto sommato mi diverte.

p.s.: bel post, daniela. ciao :-)

BAK ha detto...

Beh, se vuoi puoi mandare un'audiomessaggio a radiopazza@gmail.com
ciao

BAK

ps. ho risposto al tuo commento su cafe absurd