
... e voi dove siete? Provate il test qui
La scrittura è l'ignoto. Prima di cominciare non si sa niente di ciò che si sta per scrivere. (Marguerite Duras)
Eccomi di ritorno da questo miniviaggio pasquale. Partire è un po' morire, disse un giorno qualcuno. Ma forse si muore quando si perde una parte di sè che si rinnova, si trasforma, si mette in gioco per ogni chilometro percorso. Io sono un'abitudinaria, come già avevo scritto. E l'adattamento non sta proprio nelle mie corde, però ogni tanto fa bene cambiare.

E' un bel po' che non scrivo su questo blog, ma è stato un periodo pieno. Faticoso e denso di impegni, ma appagante e liberatorio.
Innanzitutto ho trovato il coraggio di fare una cosa che sono più di otto anni che tento di fare, senza mai tentare veramente. Ho dato un esame all'università. Il penultimo esame prima della laurea.
A 23 anni, dopo aver sostenuto 19 esami tutti d'un fiato, uno più pesante dell'altro con la media del 29 in una facoltà come Filologia Classica, arrivata a intravedere la meta avevo mollato tutto. Non rimpiango la mia scelta, non avrei potuto prendere una decisione più giusta per me e per la mia vita. So che è stato bene così. Non ho voglia di spiegare i motivi di questo strano comportamento, ma credo che voi possiate intuirli se avete imparato a conoscermi un po'.
Ma sapevo anche che il giorno in cui avrei rotto l'incantesimo, quando avessi avuto il coraggio di ricominciare, di varcare di nuovo quelle mura angoscianti, sarebbe stato di quelli risolutivi, titanici, fondamentali, che rimangono incisi sulla pelle come un tatuaggio.
Insomma, ho fatto un esame che ne vale mille, ho pubblicato un libro. Posso godermi un po' di serenità, come non succedeva da tanto.
Vi ringrazio molto per il vostro entusiasmo verso il mio libro, alcuni di voi già l'hanno comprato e letto, e ho ricevuto finora soltanto critiche positive. La cosa che più mi ha colpito è che ho ricevuto più gratificazioni e interesse verso il mio libro da voi che da persone che conosco da una vita. Qualcuno ha completamente ignorato l'evento come se non fosse mai accaduto, senza dargli alcuna consistenza, credo proprio per ignorare il mio cambiamento e tentare di ricacciarmi nell'ombra da cui sono finalmente uscita. Non so quale sia il motivo che spinge la gente all'indifferenza e allo sprezzo, ma per me è stata una buona cartina di tornasole: ho fatto tante volte terra bruciata intorno a me, evidentemente c'è bisogno di eliminare qualche altro parassita. Se ci voleva questo per capirlo, bene, l'ho capito.
E siccome mi piace chiudere in bellezza, vi lascio con questa splendida canzone di Max Gazzè che, insieme a Cammariere e pochi altri ha impedito al Festival di cadere troppo in basso. Per fortuna esistono le cose belle e non smetteranno mai di esserci: anche se qualcuno lo desiderasse con tutto il cuore, la bellezza non finirà mai.
P.S. Il sito Daniela Guida è stato finalmente aggiornato, ora è possibile comprare il libro online, con dedica per chi fosse interessato!