
E' molto che non scrivo, lo so. Né qui né altrove. La scittura è ispirazione che necessita anche di pazienza e di impegno, ed è proprio di queste due doti che ultimamente difetto.
Fatico ad accettare la fine dell'estate e non so rientrare in vecchi equilibri nè crearne di nuovi. Di qui l'immobilismo, di qui questa pigrizia distruttiva che si autoalimenta e mi fagocita.
Inizierò perciò questa mia nuova alba con un elenco di buoni propositi, come quelli che si fanno a Capodanno. Da sempre settembre è il mio inizio più sentito, perciò eccomi qui a fare come gli adolescenti al cominciare della scuola:
1- Sarò più severa nelle cose veramente importanti. Cari amici, cari familiari, è finito il tempo dell'accoglienza. Per quasi 32 anni non ho fatto che dispensare calore e sorrisi, una spalla su cui appoggiarsi, un orecchio a cui gridare il disagio e il dolore, un abbraccio da ricercare. Ho sempre pensato che dare fiducia e affetto significasse stimolare la parte migliore degli altri e in virtù di questo spesso ho rinunciato a contraddire chi non mi trovava d'accordo. Il risultato è stato negativo, adesso me ne rendo conto. Ho permesso che crescesse intorno a me una mancanza di rispetto che non tollero più.
Voglio urlarlo ad alta voce, e che sia il mio grido di battaglia, non sono più disposta a tollerare l'arroganza e l'irriconoscenza. Il mio cammino si allontana da chi non vuole vedere e non vuole ascoltare, da chi non cerca il confronto ma usa gli altri solo come serbatoio per i propri sterili dolori.
Non accetterò più chi mi chiede solo quello che gli fa comodo. Non sarò complice di cose che non mi piacciono, non ascolterò chi parla male, chi non fa che lamentarsi, chi sta male e non ha l'umiltà di chiedere aiuto, chi non accetta di avere un problema, chi persevera in una realtà stagna che non mi appartiene da secoli ormai.
La mia più grande felicità è nel fare qualcosa di buono per me e per gli altri. Ma a volte per fare la cosa giusta è necessario essere molto fermi. A questo punto della mia vita, non ho dubbi che sia così. Una storiella comune parla di un mendicante che chiedeva l'elemosina; si avvicinò a lui un uomo generoso e gli diede un tozzo di pane: il mendicante ebbe di che mangiare per quella giornata e fu molto riconoscente. Ma il giorno dopo era tutto come prima, e il mendicante affamato stava buttato sul ciglio della strada, inerte. Arrivò un uomo, gli si avvicinò e gli offrì un tozzo di pane; ma solo a patto che l'uomo avesse accettato di imparare un mestiere. Lo portò a casa sua, gli diede da mangiare e poi lo ammaestrò perchè diventasse contadino. In quel modo il mendicante non ebbe solo il cibo per un giorno, ma per tutta la vita.
Ecco, io mi sento proprio come quell'uomo: sono disposta ad aiutare gli altri ma solo come ha fatto lui, perchè so che è l'unico aiuto che merita questo nome. Sento che altrimenti mancherei di rispetto alla mia parte più pura e illuminata, e non farei del bene né a me né agli altri.
2- Approfondirò sempre più la mia fede. La pratica buddista, il mio vero e unico Sistema Filosofico e Religioso di vita, mi chiede di non fermarmi qui. Non andare avanti significa retrocedere, e proprio per questo sono decisa a uscire da questo immobilismo che mi risucchia. Approfondire la mia fede significa in sostanza non dubitare mai della natura di Budda che è in me e negli altri, e non offendere la Legge è proprio questo: perciò, ritornando a ciò che ho appena scritto, voglio partire da me, e solo da me, senza dare la colpa agli altri, senza cercare qualcosa di esterno da responsabilizzare, per qualsiasi cosa. Partire da me nella realizzazione di un desiderio; partire da me quando soffro a causa di qualcosa che in realtà mi fa soltanto da specchio; partire da me, conoscermi e trasformare le cose che non mi piacciono, o quelle che hanno fatto il loro corso; partire da me per sentirmi sempre più a ritmo con l'universo di cui faccio parte e capire che in fondo la mia individualità è poca cosa, se paragonata all'immensità della vita. E' proprio di quella vita che vorrei sentirmi invasa, e andare oltre gli attaccamenti e il "piccolo io".
3- Chiuderò i cerchi che ho aperto e che non ho ancora compiuto. Voglio sentire prioritaria l'esigenza di terminare una cosa per iniziarne un'altra, o per lo meno di avere la libertà di scegliere. Finchè non trovo il coraggio di mettere un punto e dare una svolta non potrò mai guardare con chiarezza oltre l'orizzonte.
4- Dirò addio a ciò che non fa più per me senza rimpianti. Se si decide di fare un viaggio ai Caraibi è inutile portarsi sci e piumini invernali, e a nulla serve pensare che forse sarebbe stato meglio andare in montagna. Io voglio scegliere senza riserve, senza sentire il sapore amaro della rinuncia, perchè non voglio rinunciare a niente di ciò di cui ho bisogno e non voglio avere nessun fardello che non mi sia necessario.
5- Mi sforzerò di trovare la volontà e l'energia di dedicarmi a tutte le cose che amo e che mi danno la carica, e che aspettano che io mi dedichi a loro per incominciare a vivere davvero.
Spero infine che si sia sbloccata quest'inerzia, e che il mio prossimo post non si faccia attendere come questo! Grazie a tutti quelli di voi che mi hanno aspettato.
On Air R.E.M., Shiny Happy People





